Al via la stagione dei saldi

.: commercio: al via i saldi invernali
Via ufficiale alle svendite che in realtà diversi negozi praticano da giorni. Il presidente Confcommercio: «I rincari? Ci sono stati a monte, la colpa non è tutta dei rivenditori»
Commercio, arrivano i saldi. E riparte l’ottimismo
Paoletti: «Prosegue la tendenza al ricambio, con più specializzazione e attenzione al rapporto qualità-prezzo»

Trieste batte sul tempo il resto d’Italia e parte con la stagione dei saldi: è la prima città a esibire i prezzi tagliati assieme a Firenze, Venezia e Potenza. Da oggi e sino al 31 marzo, per un massimo di nove settimane, i clienti potranno acquistare a prezzi vantaggiosi. E ai commercianti sarà data l’opportunità di tirare un po’ il fiato dopo un periodo natalizio virato sul grigio scuro e, più in generale, dopo un’intera annata solcata dalla crisi.
Saldi, dunque. E saranno davvero «saldi ricchi», assicura il presidente di Camera di commercio e di Confcommercio Antonio Paoletti: perché nei negozi di merce invenduta ne è rimasta decisamente parecchia. Soprattutto se parliamo di articoli «importanti», con il prezzo che ne consegue. Sotto moltissimi alberi di Natale sono stati sistemati regali dal costo decisamente contenuto: per le spese impegnative si è preferito attendere un paio di settimane. Fino al 7 gennaio, appunto. Anche se sono parecchi i negozi che di fatto alle svendite hanno già dato il via, seppure in termini non espliciti e magari riservando ai clienti fedeli una corsia preferenziale. Intanto per i commercianti che hanno scelto di alzare le saracinesche quella di domenica scorsa, stando a Paoletti, sembra comunque essere stata una giornata positiva.
In un panorama sinora certo non roseo, comunque, assieme ai saldi per il comparto sembra giungere qualche segnale positivo: la campagna «Acquista a Trieste» promossa appunto da Confcommercio, puntualizza Paoletti, ha portato i suoi frutti nell’ultima settimana prima del 25 dicembre, quando i negozi si sono fatti un po’ più affollati. Intendiamoci, precisa il presidente Confcommercio, «il calo esiste: non dico certo che abbiamo recuperato appieno quella flessione stimata in una media nazionale del 30%, e accentuata in città dal fatto che i negozi esistenti sono ancora troppo numerosi rispetto alla clientela. Ma il saldo negativo si è attenuato».
C’è un altro dato che induce Paoletti a intravedere un positivo mutamento nel settore: nel 2002 si sono avute circa 280 licenze tra nuove concessioni e subentri. Cifre che il presidente camerale interpreta così: «Molti commercianti hanno chiuso, ma sono stati aperti tanti negozi specializzati. Segno che nel comparto prosegue quella tendenza, già avviata da anni, al ricambio in termini di rapporto qualità-prezzo e di specializzazione: ci mancano ancora le grandi firme, ma quella è

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