Carabiniere di quartiere anche a Trieste

.: rassegna stampa

Attivato da ieri il nuovo servizio dell’Arma contro la microcriminalità. E dal prossimo mese di gennaio arrivano anche i poliziotti
«Sono il carabiniere di quartiere, tutto a posto?»
Parla il primo militare che da ieri perlustra insieme a altri undici colleghi le zone del centro e alcuni rioni

Lo hanno addestrato all’arte della comunicazione e del bon ton urbano. Poche lezioni di indagini giudiziarie ma tante di psicologia e di sociologia.
Luca Lazzarotto da ieri pomeriggio è il carabiniere di quartiere del Borgo Teresiano. Assieme ad altri undici suoi colleghi dell’Arma fa parte della «pattuglia under 40» incaricata di percepire gli umori della gente, di consigliare e di intervenire solo in caso di assoluta necessità. L’appuntato Lazzarotto non indossa ancora la divisa studiata per la «missione in pubbliche relazioni»: un giubbotto in tessuto goretex con la striscia rossa e la dicitura Carabinieri e la bandoliera a tracolla con la radio e il computer palmare.
Lo farà solo dopo il 20 gennaio quando entreranno in servizio a Trieste anche i poliziotti di quartiere. Il primo scaglione di 500 bobby della polizia ha preso servizio ieri in 28 capoluoghi di provincia: da Ancona, ad Aosta, da Cagliari a Udine, da Avellino a Bolzano.
In altre città, tra cui Trieste sono partiti invece per primi i carabinieri.
I bobby dell’Arma e della Polizia rappresentano la risposta del governo all’emergenza microcriminalità. Avranno il compito di segnalare le situazioni di emergenza anche sociale, di raccogliere i suggerimenti dei cittadini e di fornire tutte le informazioni possibili. Dalla licenza di pesca alla carta d’identità. Dal passaporto al Codice della strada. Ma dovranno conoscere anche le facce e le abitudini delle persone. Giorno dopo giorno dovranno entrare in confidenza.
«Questo impegno dei carabinieri – ha dichiarato il comandante provinciale Piero Pedrazzi – vuole essere un elemento di unione sempre più stretta tra la città e la popolazione. Ogni giorno i carabinieri di quartiere gireranno per le strade delle cinque aree che abbiamo individuato con il prefetto Vincenzo Grimaldi e il comitato ordine e sicurezza e cioè le Rive e il centro oltre a San Giacomo e San Giovanni. Incontreranno commercianti ma anche cittadini di ogni ceto sociale e attività. Li conosceranno e avranno il difficile compito di avvicinare lo Stato ai cittadini».
I carabinieri di quartiere si presenteranno nei negozi e nei bar esibendo il biglietto da visita. Grado, nome cognome e anche il numero di cellulare. Computer palmare in tasca e nella fondina la pistola d’ordinanza. Battuta pronta e sorriso.
Ogni carabiniere di quartiere farà riferimento non solo alla sala operativa di via dell’Istria ma anche a una pattuglia in macchina che perlusterà una zona

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