Credito e congiuntura, per le imprese in rosa un’estate tra discese e risalite

Peggiora alquanto la fiducia sul trend della propria azienda e su quello dell’economia del Paese, in miglioramento invece il sentiment  in merito a ricavi, occupazione nel settore, tempi di pagamento dei clienti, prezzi praticati dai fornitori e capacità di fronteggiare il fabbisogno finanziario aziendale e sostanziale stabilità sul versante del credito.

Queste le dinamiche congiunturali del terzo trimestre proposte dall’Osservatorio sul Credito, realizzato da Confcommercio e dedicato alle aziende in rosa, siano individuali, società cooperative,  di persone o capitali o consorzi, di tutti i settori produttivi, guidate comunque nella misura non inferiore al 60% da esponenti del gentil sesso.

A livello metodologico, per un’esatta comprensione dei dati, va ricordato che i valori al di sotto 50 sono da considerarsi negativi (area di irrigidimento) mentre quelli al di sopra invece positivi, in quanto afferenti a movimenti espansivi.

Scorrendo nel dettaglio i responsi degli indicatori, come anticipato, il terzo trimestre ha visto scendere in misura piuttosto marcata l’ottimismo sia sul trend dell’economia italiana (da 47,4 a 42,0) che su quello della propria impresa (da 56,9 a 51,0).

Note positive derivano invece dal miglioramento dei pareri espressi su ricavi (da 45,5 a 45,9), occupazione (da 37,1 a 38,0), prezzi praticati dai fornitori (da 53,4 a 54,4), tempi di pagamento della clientela (da 59,2 a 59,5) e capacità di coprire il fabbisogno finanziario della propria unità produttiva  (da 58,7 a 59,2).

In riferimento al credito, il periodo estivo ha visto diminuire (da 16,7% a 15%)  il numero di aziende in rosa che si sono rivolte alle banche per ottenere un prestito, un fido o per la rinegoziazione di un iter già in essere.

Fra queste, il 69% ha avuto un riscontro positivo, ma meno della metà (32%) si è vista accordare effettivamente le risorse richieste. Il 37% si è invece invece accontentare di cifre inferiori mentre, un altro 29%, ha incassato un rifiuto.

Il Report, nell’ambito della comparazione con i dati inerenti il mondo imprenditoriale maschile, rimarca anche come l’accesso al credito continui ad essere generalmente più problematico per i “capitani” donna.

Circa l’offerta, sono peggiorati i giudizi in riferimento ai tassi di interesse (dal 31,4 si è passati al 30,0), ai costi dell’istruttoria ed alle altre condizioni (da 29,0 a 28,3), alla durata temporale del credito (da 28,4 a 27,2) e alle garanzie richieste (da  23,3 a 22,6). Unica voce fuori dal coro, la valutazione positiva espressa delle imprenditrici sul costo dei servizi bancari rispetto al trimestre precedente, diminuiti leggermente, con l’ideale asticella collocatosi ad una quota superiore di un punto esatto (da 26,8 a 27,8).

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