Farmacie: mercato libero?

.: rassegna stampa

Proposta presentata da Forza Italia, Alleanza nazionale e Lega Nord. L’obiettivo è approvare la nuova normativa prima della fine della legislatura
Una legge liberalizzerà l’apertura di farmacie
Spazio all’iniziativa economica e alla concorrenza. Perplessa la categoria: «Nessuno ci ha interpellato»


TRIESTE «Comporre una rete di farmacie efficiente e qualificata sull’intero territorio del Friuli Venezia Giulia, restituendo il settore all’iniziativa privata, eliminando le pesantezze burocratiche che oggi lo soffocano, in modo da migliorare l’offerta dei servizi farmaceutici, ridurne i costi e creare nuove occasioni di lavoro, in particolare per i farmacisti giovani». Con queste parole, il consigliere regionale forzista Adino Cisilino ha sintetizzato ieri la ratio della proposta di legge regionale, di cui è primo firmatario, tesa a «dare una nuova disciplina per l’organizzazione dell’esercizio delle farmacie in regione»: una sorta di autentica rivoluzione che punta a liberalizzare l’intero settore. In calce al testo si trovano anche le firme di Giovanni Castaldo (An) e Claudio Violino (Lega Nord); in sostanza, questa proposta di legge nasce con il conforto dell’intera maggioranza («vogliamo farla approvare prima della fine della legislatura», ha precisato Castaldo) e appare perciò destinata a diventare norma applicabile entro pochi mesi.
«L’attuale sistema – ha spiegato Cisilino – propone un modello di programmazione amministrativa che lascia ben pochi margini alla libertà di iniziativa economica e alla libera concorrenza. Di conseguenza – ha aggiunto – si è originato un settore rigidamente protetto, sia nell’accesso che nel funzionamento, indifferente a ogni stimolo di mercato e che lascia troppo poca discrezionalità alle amministrazioni locali. Tutto questo determina costi molto elevati per l’utenza. Inoltre – ha concluso Cisilino – nel territorio regionale ci sono troppe aree dove imperano situazioni di monopolio e oligopolio, che causano rendite di posizione a discapito delle esigenze della popolazione».
In definitiva, nelle intenzioni della maggioranza, si dovrebbe arrivare alla definizione di un nuovo sistema «capace di ridurre i costi – ha sottolineato Castaldo – e migliorare il servizio”.
La proposta dei tre consiglieri della maggioranza ha suscitato l’immediata attenzione (e la preoccupazione?) dei farmacisti, i cui rappresentanti istituzionali sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione della proposta, pur senza essere stati esplicitamente invitati («Lo abbiamo saputo per caso, navigando in Internet» hanno spiegato) e che molto rapidamente hanno confezionato una replica. «Spiace constatare che nessuno abbia pensato, prima di formulare la proposta – ha detto il presidente dell’Ordine per Trieste, Vittorio

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