Legge di Bilancio, le novità per autotrasporto e mobilità sostenibile

Ad Autotrasporto e Mobilità sostenibile è stato dedicato il secondo degli incontri attraverso i quali, Confcommercio, a mezzo dell’intervento di un esperto confederale del settore, in questa circostanza Enrico Zavi, responsabile dell’Area Infrastrutture, Trasporti, Logistica e Mobilità, illustra le nuove misure, attinenti le imprese dei settori analizzati, incluse nella nuova Legge di Bilancio e spesso frutto del pressing istituzionale di Confcommercio sull’Esecutivo

Iniziando dall’autotrasporto, il provvedimento del Governo ha portato all’introduzione di diverse novità la principale delle quali è costituita dalla bocciatura di un precedente orientamento che prevedeva il taglio del 15% dei crediti d’imposta relativi ai parziali rimborsi (21 centesimi di euro per litro di gasolio) delle accise sul gasolio medesimo in relazione ai consumi effettuati da veicoli pesanti.

Positivo, inoltre, l’intervento che assicura il rimborso parziale alle imprese del settore delle spese sostenute per i giovani assunti a tempo indeterminato, in relazione alla patente e alle carte di qualificazione del conducente, al fine di incentivare un arricchimento di risorse umane considerata la cronica carenza di conducenti professionali (circa 15mila unità).

Confcommercio, tuttavia, a questo riguardo, mira ad ottenere una modifica in quanto  la valenza retroattiva e i limiti e le modalità di rimborso alle imprese previsti dalla disposizione, rischiano di vanificarne l’efficacia e non renderle pertanto fruibili dalle aziende.

Un’altra misura riguarda poi la possibilità di effettuare le revisioni anche dei mezzi pesanti eccedenti il peso totale a terra di 3,5 tonnellate, purché non destinati al trasporto di merci pericolose o in regime di temperatura controllata ATP, presso autofficine private autorizzate dal Ministero dei Trasporti.

Tale opzione è stata fortemente caldeggiata dalla Confederazione a fronte dei 568 milioni di Euro annui di perdite per il settore derivanti dai fermo coatto dei mezzi a seguito dei ritardi nell’effettuazione dei controlli da parte degli uffici della Motorizzazione Civile.

Tutti da verificare, o quasi, invece, l’effettiva adozione delle misure richieste in fatto di mobilità sostenibile. A questo proposito, l’Esecutivo, almeno sino ad oggi, ha solamente introdotto il meccanismo bonus – malus della cosiddetta “ecotassa” che prevede, per gli acquisti di autovetture nuove dal 1° marzo 2019, una penalizzazione variabile da €1.100 a €2.500 per le auto con emissioni di più di 160 grammi di CO2 per chilometro e la concessione di contributi per le auto con emissioni inferiori a 70 grammi fino a € 6.000 per quelle meno impattanti (inferiori a 20 grammi di CO2 al Km), con una contestuale rottamazione di mezzi più inquinanti ad eccezione degli Euro 0.

L’imposta, che è stato stimato interesserà circa 1.250 i modelli di vetture, non sarà applicata per  i veicoli per uso speciale quali ad esempio camper, autocaravan, auto funebri e autoambulanze.

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