Paoletti: preoccupazione per il commercio a Muggia

.: rassegna stampa

Critica analisi del presidente Paoletti che protesta per i centri commerciali ma rimprovera con severità i negozianti
A Muggia il commercio è in agonia
Tante chiusure, poco rinnovamento. I residenti «escono» e gli stranieri non entrano

Per la Confcommercio triestina la crisi dei negozi a Muggia è legata in parte alla carenza di parcheggi, ma soprattutto alla nascita di aree commerciali vicine, e spesso all’incapacità dei commercianti di sapersi rinnovare. Promette incentivi, ma vede un futuro puntato piuttosto su artigianato e offerte di qualità.
Parlare di crisi del settore è ormai un eufemismo, non solo a Muggia. Nella cittadina le serrande abbassate e i negozi sfitti sono visibili ovunque. Alcuni ci provano, si rinnovano. Altri cedono dopo un po’. Resistono soprattutto i negozi di lunga tradizione e le rivendite di alimentari in genere, anche se queste trovano una forte concorrenza da parte della grande distribuzione: sul territorio comunale due «hard discount», e cinque supermercati medio-grandi. Per tutti, comunque, come è stato più volte ribadito, la sola clientela muggesana non basta.
La Confcommercio se la prende, come si sa, con i centri commerciali (a Muggia in futuro ben tre): «Non sono contrario ai centri commerciali in sé, perché evitano che la clientela esca dalla provincia. Non sono d’accordo con un numero esagerato di queste strutture», spiega il presidente Antonio Paoletti. Che aggiunge: «A Rabuiese il parco Arcobaleno, nato come un freno agli acquirenti d’oltreconfine, alla fine si è allargato di molto e ora punta a un nuovo capannone da cinquemila metri quadrati. Da quando è nato è stato sensibile il calo delle vendite dei negozi in centro, catalizzando la stessa clientela, gli sloveni e croati, che comperavano a Muggia». Oltretutto, i negozi del centro pagano la carenza di parcheggi, anche se Paoletti sostiene che almeno questo problema sarà risolto con Caliterna.
Ma manca anche uno spirito innovativo: «Se un cliente non trova scelta e convenienza, va altrove. Bisogna che le attività commerciali si rinnovino nei servizi e nell’assortimento. A Muggia come a Trieste. La clientela d’oltreconfine una volta comperava di tutto. Ora cerca soprattutto la qualità a prezzi più bassi di quelli che trova a casa sua. Molti italiani, invece, si accontenterebbero anche di minore qualità, basta pagare meno. Si comprende ad esempio in certi casi la nascita di negozi monomarca di ditte internazionali, anche nei centri commerciali: offrono qualità con prezzi non gravati da intermediari».
L’assessore muggesano al Commercio, Paolo Prodan (An), nel rispondere ai timori di Paoletti per l’allargamento del parco Arcobaleno, dice: «Invece di preoccuparsi per l’Arcobaleno, ci v

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