Terziario sempre locomotiva di sviluppo ed occupazione in FVG

In regione, su 68.080 (dati dicembre 2017) imprese attive (1,9% del totale in Italia), il 73% appartiene al terziario (il 35%  servizi, il 27% commercio e l’11% turismo), settori capofila  (3.899 unità su 5.395) dei nuovi ingressi sul mercato , una dinamica di settore però insufficiente nell’ambito di una disamina globale  considerato il saldo comunque negativo tra aperture e chiusure (-404 realtà produttive).

Questi alcuni dei dati più significativi dell’Osservatorio trimestrale di Ebiter FVG, realizzato in collaborazione con Format Research, che è andato a fotografare densità e tipologie di imprese presenti negli ambiti di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia ed i trend occupazionali registrati presso le aziende di commercio turismo e servizi.

Statistiche e percentuali del Report sono il frutto di 1.536 interviste (384 per ogni singola provincia) ad altrettanti titolari di ditte del terziario che avevano peraltro espresso, in vista del terzo trimestre dell’anno in corso, un aumento dell’ottimismo circa la situazione occupazionale ( da 41 a 42 anche se l’area di espansione, con l’asticella a 50, è ancora lontana).

Le dinamiche inerenti i posti di lavoro, sempre in prospettiva del penultimo trimestre del 2018, risultavano essere positive per turismo e servizi, non invece per il commercio, soprattutto quello del segmento dettaglio.

Anche se resta una percentuale piuttosto elevata, solo 1 impresa su quattro del FVG è intervenuta, nella primavera scorsa, sugli organici aziendali, con una riduzione che ha interessato soprattutto ( 55%) i contratti a tempo determinato, per lo più ( 52%) di tipologia part-time.

Guardando invece al futuro, l’ 8% delle imprese del terziario regionale, in relazione all’autunno, si era detto disponibile ad incrementare i propri organici, nell’80% dei casi con assunzioni a tempo determinato, prevalentemente part time (54%).

Infine, quanto al welfare aziendale , il 62,8% degli imprenditori del terziario del FVG ha dichiarato di conoscerne il significato ( il 40% grazie anche alla associazioni di categoria di appartenenza), con il 31,4% fra questi che, in passato, lo ha fatto proprio, intervenendo in seno alla propria ditta con provvedimenti inerenti per lo più bonus economici ed assistenza sanitaria e dai quali sono derivati, a detta del 90% dei titolari, miglioramento del clima aziendale e dell’87 della produttività.

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